di e con Mirko Artuso e Andrea Pennacchi

Per raccontare un grande mito letterario del ’900, quello dell’imprenditore veneto, il duo Artuso – Pennacchi ha seguito la più antica ricetta comica del mondo: prendere due improbabili protagonisti, metterli nella peggior situazione immaginabile e lasciali lì, a friggere. Costretti a dialogare l’uno con l’altro, si scontrano subito sulle rispettive visioni del mondo, su cos’è un’impresa, finendo persino per scoprire di essere innamorati della stessa donna: Iva.

Gianluca Ostinati e Fabiano Tonon sono bloccati in aeroporto a Bucarest in attesa del volo per Venezia. Il primo è un operatore – diciamo così – culturale: ha promosso l’immagine di una ricca famiglia di industriali tessili e adesso, dopo un rovescio di fortuna, fa l’imbonitore alle aste d’arte televisive. L’altro ha fatto la scuola alberghiera e poi, con grande coerenza, ha messo su una ditta di disinfestazione. L’aereo non parte, la voce metallica dell’altoparlante accampa per il ritardo delle scuse sempre più fantasiose (problemi personali del pilota, improvviso passaggio di oche canadesi, etc), smentite da uno speaker veneziano che in stretto dialetto lagunare cerca di tenere alto il morale.

Una seccatura, una pausa imprevista nel frenetico tran tran del lavoro, ma anche l’occasione per riflettere un po’ sulla propria condizione di vita. Le cose non vanno più bene come una volta, la macchina ha rallentato, correre come dei pazzi non serve più, bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo.

Per maggiori informazioni visita il sito teatridicarta.it

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