di e con Francesco Gerardi
Musica dal vivo di Matteo Campagnol
Regia di Gigi dall’Aglio
produzione Teatro Boxer/Pantakin

Ritrovatosi per caso sul set di un film su Aldo Moro, il protagonista rivive il disagio che tanti anni prima provava alla vista della famosa foto con la stella a cinque punte; qualcosa di assopito che torna prepotentemente a galla, come una vecchia ferita che fa di nuovo male. Decide così di “curarsi” iniziando a raccogliere informazioni sulla storia di quella foto. In breve tempo tuttavia si ritrova nel vortice di una storia in cui è difficile fare chiarezza, dove non è possibile distinguere i cattivi dai buoni, e la verità è spesso troppo inimmaginabile per essere digerita. Si renderà conto che la sua ferita nascosta è la ferita di un intero paese, e a quarant’anni di distanza continua a essere infetta.

Il testo dello spettacolo nasce da una ricerca della durata di due anni sulla vita, il rapimento e la morte di Aldo Moro, la cui tragica vicenda arrivata nel 2018 al 40° anniversario. Oltre alla lettura di un’imponente bibliografia e lo studio di varie commissioni d’inchiesta (Stragi, Anti-mafia, Mitrokin, P2, etc.) la ricerca si è avvalsa della preziosa collaborazione di Gero Grassi, vice presidente della Seconda Commissione parlamentare sul Caso Moro da poco conclusa, che ha fornito importanti informazioni inedite e documenti recentemente desecretati che hanno permesso di fare un importantissimo passo in avanti sulla ricostruzione del rapimento e della morte del presidente democristiano. Il materiale frutto della ricerca è stato poi trasformato in drammaturgia, diventando un testo di narrazione atipico. Capita spesso infatti che la narrazione della storia e il racconto dell’inchiesta si alternino a momenti di azione drammatica dialogata. Il testo prende le distanze da qualsiasi tesi complottistica nata attorno al caso Moro, raccontando esclusivamente fatti accertati e comprovati dalla Magistratura e dalle due commissioni d’inchiesta.